Dedicato a Claudio Sittinieri

Tracce
Tracce
…quanti deserti hai attraversato… un anno è trascorso… la scansione del tempo si è persa, nel nulla. Le ore non battono, mentre trascorre l’eterenità come in un sogno. Le piste perdute ora a te sono chiare. I tuoi percorsi, le tue vie, ci parlano ancora di possibile “attraversabilità” anche dei tracciati impraticabili e senza riferimenti. Noi…nel provarci ci siamo persi. Non conosciamo il tuo spazio e siamo alla deriva, dove i sentimenti d’amicizia diventano deboli perché si colmano d’oblio. Indicaci ancora la pista allorché si configuri anche per noi come viaggio di conoscenza. Dopo un anno ti chiediamo la nostra identità: indefiniti, mutabili, sparsi, soggiogati dai nostri interessi, ciò nonostante ti vogliamo pensare, ricordare come ci apparivi, dolce e disponibile. Sui nostri cuori è rimasta incisa la tua perdita ma nella mente rinneghiamo la tua scomparsa. Il tuo tempo vissuto… troppo breve. L’istante della tua eclisse ci aiuta ad interiorizzare la tua passione e per fare che in noi il deserto diventi la metafora del mondo. Il gusto della terra che tu hai assaggiato prima di noi, nell’assentarti ci coglie impreparati, come bambini al freddo in attesa di un disastro collettivo. Alchimia di pensieri feroci sopiti dalla dolce fragilità del ricordo del tuo spirito mansueto. Ancora deserto, metafora della sofferenza e della morte, luogo dove il caos ed il disordine autorizza il rigenerarsi in uomini nuovi. Pensiamo ai tuoi figli, a tua moglie Maria Grazia ancora flagellati dalla sofferenza. Del ricordo. Dal senso di fine… immagine di un presente doloroso. Le ferite inflitte ai loro corpi sono riferimenti per nobili percorsi futuri, come valori rigeneranti nella indicazione di strade più giuste, utili in difesa delle continue sconfitte che presenta la vita…

Grazie Claudio!

Marino Alberto Zecchini

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